Foto via Flickr – Tim Evanson
Come ormai avrete notato, sui social media la notizia della morte di un personaggio famoso segue uno schema prestabilito: dall’annuncio della notizia, spesso accompagnato da eventuali smentite e conseguenti conferme, si passa alla condivisione di spezzoni di film/video/citazioni/immagini commemorative, la cui persistenza nelle timeline può variare da ore a giorni fino a settimane. E poi, ovviamente, ci sono status e tweet personalizzati, che vanno dai semplici messaggi di addio alle battute—queste ultime, utili per lo più a dimostrare l’umorismo tagliente di chi le compone, e inevitabilmente destinate a fallire.
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Dopo la notizia dell’incidente mortale in cui è rimasto coinvolto Paul Walker, conosciuto ai più per il suo ruolo in Fast and Furious, il ciclo di accettazione e disturbo è cominciato un’altra volta. Ecco un campionario delle reazioni, tanto sincere quando imbarazzanti, che hanno scandito il fine settimana.
Quest’ultimo è quello che mi ha colpito di più, perché si oppone a una corrente emersa quasi subito, quella volta a ricordare il conducente della vettura su cui Paul è morto, Roger Rodas, e rappresentata da tweet come quello che segue.
Riassumendo, internet permette ai suoi utenti di celebrare una sorta di funerale di massa dedicato a quanti abbiamo accolto nella nostra vita attraverso la cultura popolare. È uno strumento di cui si può fare un uso più o meno dignitoso. Peccato che, sempre più spesso, ogni funerale della vita vera finisca per trasformarsi in una copia di quello che succede online.
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