Tecnología

Com’è usare internet per la prima volta, a Cuba

È semplice riconoscere gli hotspot WiFi a Cuba, sono gli unici posti che ricordano lontanamente quello che si vede passeggiando per una città statunitense. In questi luoghi le strade caotiche dell’Havana, piene di vicini di casa che chiaccherano sull’uscio, di anziani che giocano a domino e di giovani coppiette che amoreggiano, lasciano spazio a gente fissa sugli schermi, come avviene ogni giorno in gran parte del resto del mondo, ovviamente dove Internet è accessibile .

Parque Fe del Vallenel centro dell’Havana. Immagine: David Osit per Motherboard

I nuovi hotspot sono pieni di centinaia di cubani che si connettono, incuranti del clima e dell’ora. Di notte, il bagliore di un portatile o di uno smartphone illuminano sinistramente i volti degli utenti dando all’intera piazza un’aria cyberpunk. Se piove tirano fuori i loro ombrelli o si riparano sotto le alcove, le tende e i porticati. Le telecamere di sorveglianza sono onnipresenti, alcuni messaggi avvisano ciclicamente che la connessione è monitorata e l’accesso ai siti ritenuti anti-regime viene negato.

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L’Habana Libre hotel. Immagine: David Osit per Motherboard

Se vi interessa potete saperne di più sugli hotspot cubani e su come sia fiorita un’economia di mercato nero attorno a queste aree leggendo un nostro articolo precedente. Abbiamo pensato che valesse la pena dare voce ad alcune delle persone che sono state sconnesse dal resto del mondo così a lungo per capire per quali motivi navigano in Internet. Abbiamo omesso i cognomi perché molti temono le ripercussioni da parte del governo comunista nei confronti di chi parla a giornalisti stranieri.

Wilson aiuta i suoi nipoti a connettersi per la prima volta. Immagine: David Osit per Motherboard

Wilson

Ho dovuto guidare per 30 minuti per poter venire qui a parlare con i miei nipoti. È un grande sforzo ma è importante. E`importante che possano parlare con loro padre che vive a Miami. È importante che sappiano che c’è molto di più al mondo oltre a Cuba ed infine è importante perché Internet si espanderà sempre di più e non sarà sempre così difficile connettersi. Una chiamata telefonica verso gli Stati Uniti è costosa: 2 dollari al minuto (1,80 euro). Per venire qui devo guidare trenta minuti ma almeno possiamo parlare per un’ora spendendo 2 dollari. Anche se chattiamo soltanto è meglio delle chiamate. Permettersi le telefonate è impossibile con le nostre entrate”.

Nelson e sua sorella Jennifer si connettono per la prima volta in vita loro. Immagine: David Osit per Motherboard

Nelson (con Jennifer)

“Ho sentito parlare di Internet da molto tempo ma non ci sono mai andato. È stato divertente e spero di usarlo ancora. Ho sempre saputo di Internet ma non ho mai potuto usarlo. Non so neanche cosa farci. So che è davvero molto grande. Mi piacerebbe farci anche altre cose oltre a parlare con mio padre, ma cosa? Non so cosa ci sia d’altro lì, lo scoprirò. È una cosa eccitante”.

Gli amici di Luis lo aiutano a settare il suo primo account di Facebook. Immagine: David Osit per Motherboard

Luis

“I miei amici parlano di Internet da tanto, così ho deciso di venire qui per vedere com’è. È la prima volta in assoluto che lo uso. Mi hanno detto che devo farmi un profilo di Facebook così posso farmi amici in altri paesi e parlarci. Hanno caricato una mia foto e ora aprirò il mio account. Non so davvero di cosa si tratti, ma ne è valsa pena venire qui. Solo per vedere. Per imparare qualcosa di nuovo, capisci?”

Tian è uno studente di medicina cinese che vive all’Havana da cinque anni. Immagine: David Osit per Motherboard

Tian

“Sono arrivato a Cuba cinque anni fa per studiare medicina. Come tutti gli altri studenti di medicina, studio tantissimo e quindi non ho molto tempo per navigare su Internet. Ma utilizzarlo qui non è poi molto diverso che in Cina. Addirittura nel paesino da cui provengo non abbiamo Internet in casa, quindi devo andare in biblioteca per connettermi. In Cina tanti siti sono bloccati quindi il fatto che Internet subisca la censura anche qui non mi pare molto differente. Sto giocando a un videogame stasera ma a volte cerco di usare Weibo per parlare con i miei amici. Vivo qui vicino, quindi da quando è stata installata questa area WiFi è diventato più facile navigare, ma è comunque molto difficoltoso perché non funziona sempre bene”.

Dennys (a destra) e suo figlio, David, ha avuto per la prima volta una videochat con un parente che vive in Florida. Immagine: David Osit per Motherboard

Dennys & David

“Questa è stata la mia prima videochiamata a mia figlia che vive negli Stati Uniti. È stato fantastico, un’esperienza davvero bellissima. Vedi questo telefono? È fantastico non posso credere che funzioni così bene. Spero che faremo molte altre chiamate. Spero che tutto diventi più facile. Lo sarà? Vero?”

Henry Constantin Ferreiro dirige un magazine illegale a Camaguey, Cuba ed è un’attivista che combatte per un Internet senza censura e restrizioni d’accesso per tutta l’isola. Immagine: David Osit per Motherboard

Henry Constantin Ferreiro (attivista che lotta per un accesso più diffuso ad Internet)

“Parlando dal punto di vista globale, i giovani cubani sono indietro, il resto del mondo è molto più avanti. Ma quando vivi in una società chiusa, non sai neanche di essere rimasto indietro. Non sai come vive il resto del mondo. Quando metti a disposizione l’accesso ad Internet non colmi per forza un divario, ma sicuramente regali alla gente dei nuovi occhi e la possibilità di realizzare quanti sono rimasti indietro, quanto sono stati lasciati indietro. La gente si ribellerà e si avvicinerà agli altri grazie ad Internet? Lo spero tanto, ma dobbiamo avere accesso in misura maggiora. Chi non vive in città, non lo utilizzerà mai.”

Notte o giorno la gente affolla le zone WiFi. Immagine: David Osit per Motherboard

Sebbene questi hotspot siano molto costosi e subiscano la censura sono meglio di niente e hanno dato a molto cubani il primo assaggio della vita fuori dall’isola. Appena fuori dall’Hotel Habana Libre (un Hilton espropriato da Fidel Castro nel 1959 e riconvertito dopo la rivoluzione) ho visto tre generazioni di cubani parlare ad una giovane promessa sposa americana su Skype. Ho visto ragazzini aiutarsi a creare il profilo di Facebook, studenti stranieri venuti a studiare a Cuba giocare online e molte persone andare su Google per la prima volta in vita loro.

Quando piove i ragazzini si rifugiano sotto qualsiasi superficie protetta, ma non tornano a casa. Immagine: David Osit per Motherboard

Un gruppo di ragazzini circonda lo schermo di uno smarphone, utenti solitari non staccano mai gli occhi dai loro apparecchi neanche per un secondo. Se ve lo state chiedendo, molti degli smartphone arrivano da amici o parenti che abitano al di là del mare. Accedere ad Internet attraverso uno dei 35 hotspot del governo presenti sull’isola costa 2 CUC di dollaro all’ora (il CUC ha un rapporto di 1:1 con il dollario), il 10 percento dello stipendio medio elargito dallo stato ai cittadini cubani. Perdere tempo ad aiutare un turista o a chiaccherare con un amico può essere una perdita di tempo e denaro.

“La Rampa” è uno degli hotspot WiFi più frequentati all’Havana. Immagine: David Osit per Motherboard

Ho parlato con molta gente che ha viaggiato svariate ore cambiando molti bus semplicemente per connettersi e ci sono sicuramente innumerevoli persone che vivono nelle aree rurali che non potranno mai effettuare l’accesso. Internet è un servizio fortemente desiderato e profondamente necessario.

Eppure anche questo è un piccolo passo avanti. Per la prima volta dalla presa del potere del regime di Castro i cubani stanno connettendosi al resto del mondo.

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