Immagine: Flickr/Roger Luo
Se non riesci a vedere il lato positivo degli e-reader, ti invito a darmi una mano col prossimo trasloco. L’ultima volta che mi sono trasferito, ho dovuto portare le mie cose in una lussuosa camera al quarto piano di un condominio senza ascensore. Tra chiazze di sudore e amici doloranti sulle scale, ho giurato: o mi compro un Kindle oppure la prossima volta chiamo una ditta di traslochi. Be’, finora non ho comprato nulla, e il mio contratto d’affitto sta per scadere. Ma cos’è che mi spinge ancora a vivere con una collezione di tecnologia medievale impilata sugli scaffali lungo i muri di casa?
Quando chiedi a qualcuno “perché sono meglio i libri?” trovi sempre il bibliofilo che ti risponde qualcosa tipo: “Sai, non c’è niente come avere in mano un libro tangibile, fatto di carta e inchiostro.” Scusate, ma a me sembra che questa risposta manchi proprio il punto. Infatti, se spronati a spiegarsi meglio, o se effettivamente ci hanno pensato su per più di un secondo, alcuni bibliofili si lamentano che leggere su uno schermo affatica gli occhi più che farlo sulla pagina di un libro. Ok, ora cominciamo a ragionare.
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È davvero così?
Un team di ricercatori francesi, armati del Bel Ami di Guy de Maupassant, ha cercato di scoprirlo e ha pubblicato i risultati dello studio su PLoS One. Gli scienziati hanno confrontato 70 minuti di lettura su Kindle con altrettanti su Kindle Fire HD e sulla cara vecchia pasta di cellulosa—rispettivamente inchiostro elettronico, schermo LCD, e stampa—per vedere quale dei tre affaticasse di più la vista.
Immagine: PLOS One
Da un punto di vista soggettivo, è vero quello che dicono gli amici antiquari: le persone sottoposte al test hanno riferito che la lettura sul display LCD—quello dei normali schermi dei PC—è la più faticosa per gli occhi. Non c’era molta differenza tra l’e-ink e la pagina stampata, proprio come promette Amazon.
Sono 12 i lettori volontari che si sono sottoposti a tre diverse sessioni di lettura, e i ricercatori hanno fatto del loro meglio per calcolare ogni possibile variabile: il carattere del testo, la dimensione, il conteggio delle parole, l’illuminazione, e anche la distanza tra l’occhio e la parola scritta.
Ma una cosa che non potevano controllare era se le persone capissero su cosa stavano leggendo. A quanto pare, gli esperimenti in cieco non vanno bene quando si sta studiando l’affaticamento visivo.
Così, invece che chiedere ai lettori se erano stanchi, i ricercatori hanno preso in esame il numero dei loro movimenti saccadici—quelli involontari delle palpebre—mentre leggevano sui diversi supporti. Hanno scoperto che durante la lettura su schermo LCD, le persone battono le palpebre molto di meno. Questo potrebbe causare secchezza degli occhi, il che spiegherebbe l’affaticamento visivo . Anche in questo caso, la lettura su inchiostro elettronico e quella su carta davano risultati simili. “L’ e-ink è davvero molto simile alla carta,” dichiarano convinti i ricercatori francesi.
Dato che ogni partecipante era consapevole del tipo di dispositivo sul quale stava leggendo, lo studio ammette che “la convinzione generale che i media digitali riducano il piacere della lettura potrebbe essere culturale piuttosto che cognitiva.” E qui torniamo al punto di quei tizi da “non c’è niente come un libro di carta.”
Quanto a me, in realtà non ho un motivo preciso per rimanere legato ai vecchi libri, o almeno non ne ho uno migliore di questo—sono la normalità. Mia madre mi assicura che a lei piace leggere sul suo iPad, ma sono abbastanza sicuro che per me non sarebbe così. Non tanto per l’affaticamento oculare, ma perché mi distraggo troppo facilmente. Recentemente ho scoperto una fantastica app di basket gratuita nell’App Store, e ora devo lasciare il cellulare dall’altra parte della stanza se voglio sperare di riuscire a leggere qualcosa. Quindi diciamo che il motivo della mia rinuncia agli e-book non è né fisico, né culturale, ma piuttosto personale.
In conclusione, questi sono i due punti a favore dei dispositivi a inchiostro elettronico—tipo il Kindle, il Sony E-reader, o il Kobo: poco affaticamento degli occhi e meno applicazioni che tentano di distrarci. Inoltre, quando traslocherò di nuovo—giù dai quattro piani di scale, potrebbero farmi risparmiare tempo, soldi, e forse anche convincere i miei amici ad aiutarmi di nuovo.
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