Al giorno d’oggi, sono ancora parecchi quelli che considerano la vela una specie di “non sport”, un po’ come può essere visto il golf, tanto per fare un esempio banale: una di quelle attività che non puoi praticare come e quando ti pare, giusto per dare sfogo al tuo primordiale istinto sportivo. “Mica come il calcio!” si potrebbe aggiungere, giusto per rimanere nel magico mondo dei luoghi comuni. In realtà la vela è una di quelle attività che esiste sin dall’alba dei tempi, perché risponde ad alcuni dei bisogni più elementari dell’uomo, quello di viaggiare in primis, un bisogno persino più antico del voler prendere a calci una palla.
Insomma, la vela è una cosa tradizionale ma allo stesso tempo iper-tecnologica, un affare da lupi di mare ma anche uno sport di squadra che più di squadra non si può. Per farla breve, è tante cose fighe messe insieme. Tutte cose, queste, che quelli di Camper avranno preso in considerazione quando hanno deciso di intraprendere la via della regata, costruendo una super barca per competere, insieme al team Emirates New Zealand, nella Volvo Ocean Race 2011-12, l’undicesima edizione di una delle regate più importanti al mondo.
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Una cosa è certa: non è che il presidente Lorenzo Fluxá si è svegliato un giorno e ha detto, “Perché non investire in un progetto a caso che non c’entra molto con le scarpe?” No, non è andata così. Nonostante oramai sia una compagnia Giga—termine tecnico usato dagli economisti—Camper sembra essere rimasta molto legata alle sue origini insulari, dato che è nata a Maiorca 133 anni fa.
Allo stesso tempo, essendo una realtà globale, ha scelto di collaborare con gente che sta dall’altro capo del mondo, letteralmente, cioè con il Royal New Zealand Yacht Squadron, che viene appunto dalla Nuova Zelanda—anche in questo caso, una scelta non esattamente a caso, dato che da quelle parti di regate qualcosina ne sanno. Rimanendo in tema di “gente che la sa lunga di quello che fa”, Camper ha affidato il progetto del padiglione del team—situato ad Alicante, città da cui partirà la regata quest’autunno—all’architetto giapponese Shigeru Ban, famoso per aver progettato abitazioni d’emergenza post-terremoto (costruite con tubi di cartone e cassette per bottiglie di birra riempite di sabbia) che vengono ora utilizzate regolarmente dall’ONU in caso di sciagure.
Quindi, bon, aspettiamo di vedere il padiglione completato, e soprattutto di vedere come andrà la regata, che da Alicante arriverà fino a Itajaí, in Brasile, passando per Città del Capo, Abu Dhabi e Auckland. Nel frattempo seguite gli aggiornamenti sul sito della Camper.
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