Anche mentre vi mettete il giubbotto antiproiettili sopra i pantaloni mimetici e infilate una maglietta di paillettes nello zainetto (ci potrebbe essere una festa dopo la manifestazione), e mentre vi disegnate una A sul braccio e ci fate un cerchio intorno o tatuate Meat Is Murder sulla vostra piattissima pancia vegan, sappiate che i fantasmi delle mode progressiste del passato vegliano su di voi.
Ogni generazione di attivisti crede di aver inventato uno stile unico e instaurato una speciale relazione sartoriale con il mondo, ma gli attivisti veri, quelli che ci hanno preceduto, e sulle cui spalle riottose ci ergiamo orgogliosi, avevano un modo proprio di distinguersi dagli altri. Per farla breve, erano membri di un movimento più ampio.
L’argomento è troppo vasto per essere affrontato in un breve articolo, e mentre i più modaioli intorno al globo si agghindano per portare avanti il travolgente messaggio del 2011—da Occupy Wall Street alle strade del Medio Oriente, alle azioni collettive nelle piazze inglesi, egiziane, russe e bahrainite—abbiamo pensato che sarebbe stato divertente prenderci qualche minuto per esaminare gli outfit preferiti dei nostri illustri antenati sovversivi dell’ultimo secolo.
Qui di seguito troverete una breve, profondamente personale, risolutamente non esaustiva sintesi di cento anni di grandi momenti della nostra storia rivoluzionaria sartoriale.

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