Cos’è successo? L’estate scorsa a Londra sembrava di essere agli albori di qualcosa di grandioso. Le band erano esaltanti e originali e la gente aveva cominciato a inventarsi feste negli squat. Ogni weekend era come una vacanza che avresti voluto non finisse mai. Un anno più tardi, invece, siamo incastrati in un bel cumulo di niente. Il dubstep è diventata la nuova breakcore per amanti delle tisane e del patchouli, i club sono vuoti, le line-up sembrano tutte uguali e le band si sono date alla pigrizia. Va a finire che ti trovi ad ascoltare della merda derivativa tipo i Trash Fashion, roba che ti vien voglia di mangiarti le mani da sola. Fortunatamente, se ti guardi attorno con attenzione, di solito ti puoi aggrappare ad una piccola speranza. Come sempre, la speranza viene da un gruppo di punk che non ha minimamente idea di quello che gli stia succedendo intorno. Come le Mika Miko e i No Age che hanno spaccato il culo a LA grazie ai loro set infuocati al The Smell, band come i Lovvers stanno finalmente ridando un senso all’andare a concerti in Inghilterra. Vedere i Lovvers è un po’ come trovarsi di fronte ai Drive Like Jehu che suonano pezzi dei Pavement con Darby Crash come frontman. Per quanto possa sembrare assurdo, funziona talmente bene che il loro debutto su sette pollici è stato il primo disco ad andare esaurito per l’etichetta the Jonson Family, e i blogger nerd oramai li salutano come la seconda venuta di Cristo.
Vice: Wakefield, Coventry, Skelmersdale e Worcester. Cristo. Chi di voi è nato nel posto peggiore?
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Steve Rose (batteria): Worcester e Wakey sono orribili e persino gli abitanti di Skelmersdale la chiamano Scummersdale (scum=monnezza, ndr). Direi che sicuramente sono io ad essere nato nel posto migliore. Coventry è o.k.
Shaun Hencher (voce): Non c’è storia, l’unica cosa bella di Coventry è il suo cane. Ha un problema medico che ha a che fare con il culo. Continuava a cacare. Hanno dovuto cucirgli il culo, o qualcosa del genere. Ora non sono sicuro da che parte gli esca la cacca.
Ho sentito dire che avete avuto una prima settimana abbastanza dura come gruppo. Le mie fonti mi tradiscono?
Michale Drake (basso): Dopo il nostro primo live a Spalding stavamo guidando verso Nottingham e Henry si è addormentato al volante. Siamo andati a sbattere contro un lampione in una strada a doppia corsia a 70 miglia all’ora in una piccola Opel Corsa con tutti gli strumenti nel bagagliaio. Siamo finiti tutti in ospedale con concussioni tagli lividi e cazzate varie a parte Henry che non si era fatto un graffio. Un paio di giorni dopo Steve era un po’ fatto e ha deciso di saltare giù dal ponte sul fiume Trent perché gli sembrava che l’acqua avesse un bell’aspetto. E’ andata a finire che si è schiantato contro l’argine e si è frantumato tutte e due le caviglie. Non ha potuto camminare per settimane.
Non avete pensato che fossero dei presagi di sfortuna? Come se ci fosse un qualche potere dall’alto che cercava di dirvi che questa band non avrebbe mai funzionato?
Henry Withers (chitarra): Non potrei mai credere che un qualcosa dall’alto possa influenzare la nostra carriera, perchè ho una conoscenza di primo livello dello Jyotish, che è un ramo dell’astrologia Vedica. Grazie a questo riesco a sentirmi sempre equilibrato. Mio padre ha progettato un programma per il computer che utilizza la tua data di nascita e la latitudine del luogo in cui sei nato e li converte nella tua tabella Jyotish. La mia tabella ha giove nella prima casa, che significa che io sono un “amante del divertimento”, “gregario”, e in generale alla ricerca di avventure divertenti più di ogni altra cosa, così alla fine oltre a qualche fastidio nella casa della salute questi eventi non è che mi abbiano disturbato granchè.
MARI-LOU BARLOW
Il secondo sette-pollici dei Lovvers’, Near Enough For Jazz/Special Needs, è uscito in questi giorni per la Jonson Family Records.
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