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Il videogioco ‘IS Defense’ è islamofobia pura

Quelli di Destructive Creations, la casa sviluppatrice di Hatred—il simulatore di stragi nonché generatore di accese polemiche—sono tornati. Questa volta, lo studio polacco sta producendo IS Defense, un gioco in cui i giocatori proteggono le spiagge europee dall’esercito dello Stato Islamico.

Nella storia del gioco, l’ISIS continua a diffondersi nel Medio Oriente e nel Nord Africa, finché il suo esercito non diventa abbastanza grande da puntare all’invasione dell’Europa. A quanto sembra, la strategia difensiva della NATO davanti a questa invasione consiste nel mettere una manciata di soldati ad ogni potenziale punto di arrivo sulla spiaggia.

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Io, in quanto soldato simil-spartano addetto alla mitragliatrice, devo difendere il mondo occidentale dalle orde selvagge che lo attaccano, e lo faccio puntando e premendo il grilletto. Le barche attraccano sulla spiaggia, i soldati dell’ISIS con mitra e giubbotti esplosivi corrono verso di me e io sparo a tutti prima che si avvicinino troppo. IS Defense ha un sistema intuitivo per ricaricare le armi, la salute o chiamare rinforzi, ma è un gioco talmente semplice che rasenta l’idiozia. È come Sabotage, il vecchio gioco per Apple II dove i giocatori dovevano sparare ai parà, o Beach Head per il Commodore 64, solo che IS Defense conta sul motore grafico Unreal ed è già al centro di molte controversie.

Che un videogioco triviale e stupido usi un gruppo terroristico reale e attivo come carne da macello è già strano di suo. In genere, i videogiochi usano analoghi di finzione per evitare di offendere le persone che sono state colpite dal soggetto reale, e quando un videogioco chiama un’organizzazione terroristica per nome, è una cosa seria. Pensate al caso del 2010 di Medal of Honor che includeva i Talebani, e che proprio per questo motivo è stato proibito nelle basi militari.

In aggiunta, IS Defense mi mette ancora di più a disagio, sapendo quello che so sulla casa che l’ha sviluppato.

Il problema non è solo che la Destructive Creations sta cercando di diventare la pecora nera dell’industria videoludica. Gli sviluppatori in questione sono stati già collegati in passato a gruppi noti per perpetrare il tipo di xenofobia che IS Defense mette in mostra.

Poco dopo l’annuncio di Hatred, Polygon ha notato che il CEO della Destructive Creations, Jarosław Zieliński aveva tra le pagine di Facebook preferite quella di un’organizzazione chiamata Polska Liga Obrony, o “Polish Defense League.” Il gruppo ha proposto diverse modifiche alla costituzione della Polonia per proteggere la nazione dall’”Islam radicale,” tiene sotto stretto controllo i campi profughi, e, come potete vedere nel video qui sotto, porta i suoi membri al poligono di tiro per fare pratica.

“Sono stato accusato, perché ‘mi piaceva’ la pagina della ‘Polish Defense League’ su Facebook, che è chiaramente anti-islamica, non nazionalista,” mi ha detto Zieliński per mail. “Sono due cose diverse. Alcuni di noi hanno opinioni politiche di estrema destra, ma si basa tutto sul pensiero logico, non sul fanatismo alimentato dall’odio. Incluso io. Non capisco che cazzo ci sia di sbagliato nel nazionalismo. Le persone si confondono e mescolano i significati, rendendolo equivalente a Nazismo, Fascismo e sciovinismo. Non c’è niente di sbagliato nell’avere spirito patriottico e dedicarsi alla cura della propria gente e della propria cultura.”

IS Defense non lo dice in termini estremi, ma il messaggio che passa neanche tanto sottilmente tra le righe è che questo tipo di stranieri sono cattivi e dovrebbero essere trattati con pregiudizio. IS Defense, come Donald Trump negli Stati Uniti e i partiti nazionalisti in Europa, incolpa i rifugiati dei crimini commessi dalle stesse persone da cui i rifugiati cercano di scappare.

Dalla pagina Facebook di Jaroslaw Zielinski. Immagine: Facebook.

La paura di barche colme di soldati dell’ISIS armati fino ai denti che sbarcano sulle coste europee è ridicola di per sé, ma l’immagine che evoca è familiare. Ci sono già barconi carichi di persone che arrivano sulle spiagge della Sicilia, della Spagna e della Croazia—i tre livelli di IS Defense—ma sono rifugiati disarmati. IS Defense non fa che re-immaginarli per quello che gli xenofobi credono che siano.

Zieliński non si è lasciato intimidire da questa analisi.

“L’ISIS [ha detto] qualche anno fa che avrebbero intrufolato i loro membri tra i cosiddetti ‘rifugiati’ e lo fanno davvero, lo sappiamo tutti, no? Questo tanto per cominciare,” ha detto Zieliński. “Poi, scusate, ma non credo nelle intenzioni positive della maggior parte di questi ‘rifugiati.’ Il più di loro arriva in Europa per fare la vita del pigro parassita sociale. Non per lavorare onestamente, non per portare qualcosa di positivo qui. Ovviamente, ci sono anche brave persone tra loro, che cercano semplicemente di farsi una vita migliore e non ho niente contro di loro. Ma sono una minoranza rispetto alla massa. Infine, questi immigrati musulmani non sanno adattarsi alla cultura europea e ai nostri costumi e non hanno intenzione, non ci provano neanche, a convincermi del contrario. Credo che la maggior parte degli europei sappia che non si ricava niente di buono dal prendersi un mucchio di questi immigrati. Non c’è niente da demonizzare, si sono demonizzati da soli.

“Inoltre, non c’è niente da demonizzare sui musulmani in generale, basta leggere il loro libro sacro e certe cose diventano ovvie. E non credete all’atteggiamento da ‘è una questione di interpretazione,’ sono solo stronzate.”

Eccoci qui, insomma. È difficile vedere IS Defense come qualcosa di diverso da un gioco estremamente islamofobico data questa spiegazione, e da martedì 19 aprile, chiunque abbia un PC nel mondo potrà comprare il gioco su Steam. Valve insiste sul fatto che Steam è una piattaforma aperta, e, ai tempi, non ha impedito neanche a Hatred di essere distribuito da lì.

Rami Ismail, che rappresenta metà dello studio indie olandese Vlambeer (Nuclear Throne, Ridiculous Fishing) e che ha tenuto un discorso sul modo in cui i musulmani sono rappresentati nei videogiochi durante l’ultima Game Developers Conference, non sembra preoccupato quanto me di IS Defense.

“Per quanto il gioco sfrutti indubbiamente le paure e gli stereotipi che esistono al momento e che porta le persone nella vita reale ad essere vittime di islamofobia, il fatto che il nemico sia così chiaramente inquadrato come Daesh [ISIS] significa che (tecnicamente) il gioco non usa i ‘musulmani’ in generale come nemico,” mi ha detto Ismail via mail. “So che suona strano, ma per me questa cosa mette già il gioco avanti rispetto a molti FPS contemporanei, dove le storie sembrano dare sempre per scontato che chiunque viva in Medio Oriente esiste solo per sparare agli ‘eroici americani,’ anche quando si tratta di un’invasione americana di un paese sovrano.”

Indubbiamente, l’aspetto più imbarazzante di IS Defense è che è solo leggermente più sfacciato nel suo essere islamofobico rispetto ad altri giochi di grande successo come Call of Duty. Hatred, similmente, era solo poco più sfacciatamente violento della maggior parte dei giochi, e sospetto che questa sia parte delle ragioni per cui chi ha scritto del gioco è stato così veloce nel condannarlo. Destructive Creations è fonte di imbarazzo per gli altri videogiochi perché rende evidente qualcosa che grossa parte dell’industria fa da un pezzo.

“Per diverse ragioni, non credo che questo sia un gioco ‘controverso’ o ‘coraggioso’ da realizzare—è un genere di gioco sicuro, che esiste già, e sfrutta la prospettiva politica più popolare che possa essere adottata in un gioco,” ha detto Ismail. “È un tipico gioco occidentale, giocato da una prospettiva occidentale, basato sulla storia dei videogiochi occidentali, costruito sulle paure di creatori occidentali.”


“Se c’è qualcosa che attira davvero la mia attenzione a proposito di IS Defense, è la grafica spettacolare.”

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