Vecchi noiser crescono

Ieri leggevo l’intervista a Dracula Lewis in cui dice che “cioè se mi becco un’orda di indie-rockers con il drink in mano che mi squadrano e non muovono il culo neanche se li prendi a schiaffi, un po’ mi prendo male,” ascoltavo il suo disco, e pensavo che non era roba per me.

Poi mi sono messo a guardare “Tuppelo“, il video-carioca dei Ninos du Brasil (o come dicono i più, “il nuovo progetto di Nico Vascellari”), sono arrivato fino a un certo punto, e ho deciso che non era roba per me.
Poi ho messo su gli Heroin In Tahiti, e al terzo minuto di chitarrina spaghetti-surf mi sono detto: “Basta, non è roba per me.”
Insomma, non è roba per me questo italo-underground un po’ snob un po’ furbacchione, che fino a un paio di anni fa passava il tempo a tirare fuori scoregge dai distorsori e adesso sguazza beato in quella insidiosa Terra di Mezzo che è l’artsy-fashion di presunta fascia alta. Pazienza, direte voi. Giusto. Il fatto è che c’è un problema: sono tutti amici miei. Peggio ancora: per la miseria, la chitarrina spaghetti-surf di cui sopra sono addirittura io.

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