Música

Guerilla Toss – Trash Bed

Può capitare a volte di sentire uno strano senso di disagio nei confronti della ricorsivita musicale. Magari fino a pochissimi anni fa ti stavi rompendo alacremente il cazzo di un dato fenomeno, non per intolleranza, anzi per avene fatto parte in maniera fin troppo appassionata, organizzando concerti, facendo uscire i dischi o magari proprio suonando. Al momento in cui la scena ha scoltato e preso una piega diversa, ti è arrivata come una boccata ossigeno e hai inizato a renderti conto di quanto fosse necessario, pena la stagnazione e la merda perenne.

Poi però ti capita di ascoltare qualcosa che riconduce a quendo quella scena era ancora fresca e interessante, ma soprattutto ancora seminuova per la tua esperienza, e allora vieni preso da una sorta di… non saprei, non è nostalgia o almeno non del tutto. Direi più un misto leggermente imbarazzante di questa e il suo opposto: il distacco volontario. Entrambe tirano dalla propria parte, senza che una delle due abbia di che vincere: sono contemporaneamente avvantaggiate (e svantaggiate) dal fatto che non sia passato abbastanza tempo per avere una prospettiva più lucida sulla cosa.

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Ne parlo in questo caso specifico perché la roba suonata dai Guerilla Toss somiglia tanto ad un giro di band che ha dato molto nei primi Duemila. È quel tipo di noise rock composto in parti uguali di hardcore, funk, casino e handicap gravi, con tanto di fissa per le grafiche piene di goccioline di vomito e cazzi tagliati (alla Mike Diana e simili). Il suono di cui erano portacolori anzitutto gli Arab On Radar, come i Locust e i nostri With Love. Tutto zoppo e feroce, con abusi di chitarra e un disordine ritmico che si acanisce sul cowbell (il campanaccio che fa tattattà) ogni volta che può. In più c’è una voce femminile che strilla quanto dovrebbe per farsi largo. Tutta roba che quando avevo diciotto anni me li avrebbe fatti osannare come band perfetta.

Qualcuno potrebbe trovarli didascalici, o ripetitivi… A me piace l’idea che qualcuno di un po’ più giovane possa usarli per appassionarsi a un’approccio alla musica che non gira quasi più. Perché, al di là dei cazzi miei, il dato di fatto è che spaccano il culo, e hanno un album in uscita su NNA Tapes intitolato Gay Disco, di cui potete ascoltare gusto qui un estratto piuttosto rappresentativo. Daje.

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